I 7 Principi Universali - jayyd news

I 7 Principi Universali

I 7 Principi Universali
dell’Ordine “Dhu l-fiqar”

I Cavalieri hanno una visione dell’universo e della sua essenza prettamente metafisica ed esoterica. Una visione svelata direttamente da Allah ad ognuno di loro per Sua elezione e per il tramite della Profezia. Allah, il Signore dei Mondi, chiama a Sé ed elegge chi vuole. Ad ogni Cavaliere eletto rende evidenti i Sette Principi Universali che reggono il Creato, che fa discendere gradualmente nel suo cuore e nella sua mente. L’assimilazione dei Principi è parte integrante dell’Elezione a cui il Cavaliere risponde risalendo la scala dei sette cieli conquistando le Sette Virtù contenute nel Santo Corano (“Sono stato inviato per perfezionare la nobiltà nel comportamento”) fino alla completa estinzione del proprio sé che lo porta alla vicinanza di Allah a tre tiri di arco.

I sette Principi Universali:

  1. Amore
  2. Armonia
  3. Bellezza
  4. Conoscenza
  5. Libertà
  6. Uguaglianza
  7. Pace

1 – Amore

Dio è…Amore. Amore è il principio universale supremo, è la ragione del Creato. Da questo Principio supremo hanno origine tutti gli altri, che invece sono suoi subordinati e strumenti della Sua manifestazione. Non esiste altro modo per definire Dio, che essendo infinito non può essere percepito nella sua Essenza da sensi e menti limitati. Oltre ad affermare che Dio è Amore, di Lui si può dire ancora solo ciò che non è. Amore governa l’universo, nel tempo e nello spazio e in altre dimensioni non percettibili, racchiuso nell’attimo infinitesimale della Sua volontà. L’universo non ha propria consapevolezza se non nella percezione della creatura depositaria del dono e del segreto divini: l’essere umano, creato dall’Amore del Creatore. Adamo reso materia come tutte le altre creature, ma tanto amato da ricevere il dono dell’anima che partecipa dell’ Essenza divina, che rende ogni altra creatura reale con la sua consapevolezza (cuore e intelletto) e che si evolve nelle sue dimensioni all’infinito nella testimonianza di Dio, contenuta nel ciclo della profezia aperto da Adamo e chiuso da Muhammad. L’anima è il dono di Dio all’umanità, è il deposito divino consegnato a Adamo ed Eva fino al Giorno del Giudizio. Perciò per l’anima la morte fisica, che la libera dall’imperfezione del peccato,  rappresenta il ritorno a Dio ed è quindi una festa alla quale deve prepararsi nel corso di tutta la vita. Un ritorno tanto più beato e puro per quanto sarà stata in grado di Amare. Ogni singola anima partecipa del Deposito complessivo pur avendo avuto il privilegio di essere consapevole singolarmente di far parte di Esso, e come tale dovrà aspirare all’Amore di Dio.

“Contributo Sufi – di Marta Irene Franceschini
L’impalcatura strutturale dell’amore è costituita proprio dall’economia del dono, dove il compenso è dato esclusivamente dal piacere di donare: è più grande la gioia di regalare una rosa all’amato o all’amata, che quella di possederla. Chiunque sia stato innamorato anche un solo giorno sa.
L’amore dunque ci rende generosi, e questo è già una garanzia di evoluzione. L’amore sano demolisce l’ego, e predispone al dono: fa dimenticare se stessi, in funzione del prossimo. Non esiste felicità maggiore che vedere felice colui o colei che si ama. Il fiore sboccia non per autocompiacimento, ma per donare la sua bellezza all’universo. Il sole sorge non per dimostrare la propria potenza, ma per illuminare e scaldare la terra tutta. L’amante vive per vedere il sorriso sul volto dell’amato/a.
L’amore sembra dunque capace di cancellare la cattiveria e l’egoismo dall’animo umano. Rende tenera e vulnerabile la peggiore delle bestie. Innocuo il più spietato degli assassini. Quando il bene trionfa nel cuore degli uomini e delle donne, infatti è Dio che si manifesta. E’ questo il vero miracolo: ogni respiro d’amore sulla terra è un raggio divino che ci trafigge. L’amore e Dio  coincidono, suonano la stessa musica, tingono degli stessi colori il cielo, riempiono l’aria del medesimo profumo. Dio è l’amore e l’amore è Dio. Per questo amare è così bello!
Ma c’è di più. L’amore nullifica ogni dogma, rende superflua ogni regola. Quando il cuore è sintonizzato sull’amore vero è impossibile sbagliare, ferire, trasgredire. Se ciò accade, è perché il sentimento è malato, contraffatto, adulterato: in una parola non è “sano”. Ma se l’azione è generata esclusivamente dall’amore disinteressato, allora si può percorrere qualsiasi cammino spirituale senza nessun timore. Non occorrono più né libri né precetti, né divieti né sanzioni. La madre non ha bisogno dell’orologio per sapere quando allattare suo figlio. Il sole non ha bisogno della sveglia per sorgere, o il fiore del calendario per sbocciare.
Le regole, i dogmi, i divieti sono fatti per chi non sa cos’è l’amore. Ma quando esso regna sul cuore, diventano inutili: non ce n’è più bisogno perché è Dio che comanda, direttamente dall’interno. Fine dei conflitti, delle differenze, delle lotte. Sciolti tutti i nodi, superati gli ostacoli. Il cuore batte nello stesso modo nel petto di un indù, di un musulmano, di un cristiano. Genera la stessa meraviglia, la stessa identica bontà, la medesima gioia. Unisce, non separa. Vince su ogni conflitto.
E’ questa la valenza più misteriosa e stupefacente dell’Amore con la “a” maiuscola, il suo codice di riconoscimento, la sua prova di autenticità: qualunque azione imponga, la trasforma in libera scelta,  desiderio ardente, meta prediletta e agognata. Cade completamente ogni concetto di imposizione, di obbligo. L’obbedienza coincide col piacere, e rende liberi.
Amare è la preghiera migliore del credente, l’etica suprema del laico, l’unica vera salvezza di ogni esistenza. L’ultimo degli esseri, campione solo di cadute e fallimenti, se in punto di morte potrà dire “ho amato”, sarà salvo: non avrà vissuto invano. Così come il migliore degli illuminati, se ama più la propria perfezione di colui che gli siede accanto, nutrirà solo il proprio ego, a scapito dello spirito. Quando la Via spirituale diventa idolo, benedetto sia il peccato”.

Il Cavaliere, con la sua ascesa iniziatica, aspira a innamorarsi del Creatore in maniera totalizzante e a conquistarsi altrettanto Amore da Lui, da riversare, con nobiltà di comportamenti, nel mondo e su tutte le altre creature, senza limiti di qualsivoglia natura e senza eccezione alcuna, a testimoniare il senso della vita e del creato. Il Codice dell’Ordine “Dhu l-fiqar” ne specifica sentimenti, compassione e comportamenti concreti. Ogni momento della giornata, su tutto quanto pensiamo e facciamo, deve sovrintendere una costante domanda: sto amando al massimo delle mie possibilità? Sto agendo con il massimo della compassione? Oppure, al contrario, mi sto facendo sopraffare da egoismo e amor proprio? Perché è su questo che saremo giudicati e non su altro.

2 – Armonia

Armonia è il primo strumento di Amore. Tutto il Creato obbedisce al principio universale dell’Armonia che in sé racchiude il concetto di non contraddizione, a conferma dell’esistenza di Dio Unico e Creatore. Se tutto nasce per Amore ogni elemento fisico dell’universo o spirituale dell’animo umano deve essere coerente con il principio supremo dell’Amore. L’Armonia è il collante dell’intera Profezia, da Adamo a Muhammad, racchiusa nel Santo Corano, che tiene unite e rende unitarie sia le Sue rivelazioni esoteriche che quelle essoteriche. Nessuna contraddizione vi è tra l’Amore creatore e le varie rappresentazioni del creato. La disobbedienza originale, conseguenza del dono universale della Libertà all’essere umano, ha rappresentato perciò l’elemento che ha rotto la perfetta Armonia con la quale si è manifestato in origine l’Amore Divino. La Profezia e i Profeti, sono stati inviati all’umanità per indicare la Via che riporta tutto in Armonia e consente al Cavaliere di riconciliarsi e ricongiungersi con il Creatore, di ricercarne costantemente l’Amore attraverso un viaggio iniziatico di purificazione che lo rende testimone dell’Amore di Allah, unico Creatore, e della Profezia Muhammadica. Il Codice dell’”Ordine Dhu l-fiqar”, in Armonia con il Santo Corano, indica i comportamenti coerenti da tenere nella missione del Cavaliere nel mondo, il cui unico, incontestabile e irrinunciabile protagonista, senza eccezione alcuna, deve essere l’Amore. Ogni pensiero, ogni azione, ogni atto singolo o giuridico che sia, deve avere come faro il principio dell’Amore a cui tendere per ricondurre in piena Armonia l’universo, sia nella sua natura fisica apparente che nella sua natura reale metafisica. Un percorso totalizzante impregnato di Bellezza che culminerà solo nel Giorno del Giudizio. Esempio di Armonia è il Santo Corano. La Rivelazione è univoca e mai in contraddizione con se stessa. Ogni Sua lettura, sia essa letterale o interpretativa da parte del Cavaliere, deve essere coerente e armoniosa con il principio supremo  dell’Amore. Nulla e nessuno può affermare alcunché che sia distante e incoerente con questo principio, specialmente nella lotta giornaliera contro il proprio io, nella quale le insidie più disarmoniche provengono da ipocrisia e autoassoluzione. La consapevolezza che Allah sa leggere nei cuori di ognuno singolarmente deve indurre a non cercare giustificazioni per comportamenti scorretti che esulano dalla ricerca costante e armonica dell’Amore per Allah, attraverso la continua ricerca dell’Amore per tutte le creature dell’universo, senza compromessi e con piena compassione.

3 – Bellezza

Ogni cosa creata è bella e buona provenendo da Dio, in perfetta Armonia tra loro e con il resto dell’universo, nell’unitario e insondabile disegno divino. L’uomo caduto in peccato, ha spezzato questa Armonia riducendosi alla condizione primordiale di animale privato della conoscenza e della memoria, rendendo brutto ciò che in origine era bello. Dio ha creato l’uomo e la donna nudi, ma l’uomo e la donna hanno reso il nudo brutto e cattivo e quindi ha cercato di coprire ciò che prima era liberamente nella Luce della Grazia divina. Quanto più ci avviciniamo al nudo, senza considerarlo brutto e cattivo e causa di perversi pensieri ed azioni, tanto più ci avviciniamo a Dio. La Bellezza è il Principio che ci permette di discernere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto. Ci permette di collocare nella giusta dimensione ogni fatto naturale o atto umano. Un vulcano che erutta in tutta la sua potenza è un fatto naturale bello, perché fa parte del ciclo del creato…costruire pericolosamente sulle sue pendici può rendere brutto il vulcano che erutta, il Mare Mediterraneo è bello e meraviglioso…diventa brutto quando ingoia senza pietà bimbi e adulti costretti a fuggire per la cattiveria di altri, un essere umano che si guadagna da vivere lavorando onestamente è bello…morire per l’egoismo del profitto che non bada alla sua sicurezza è brutto, aiutare un popolo a progredire è bello…sfruttarlo o opprimerlo impoverendolo è brutto. Ogni cosa e evento naturale, rientrando nel ciclo della creazione sono belli, ma l’intervento dell’essere umano può renderlo brutto se non li considera con Amore e in Armonia  con il loro scopo originale. La Bellezza e tutte le sue declinazioni, sia naturali che prodotte dell’essere umano, e tra esse l’arte in tutte le sue forma e la scienza,  sono tali per volontà di Dio essendo state donate da Lui all’umanità perché fosse esaltata la Sua immensa Bellezza e potenza. Arte, musica, ballo e altre espressioni concrete del pensiero sono tali perché permesse dal Creatore e in quanto tali esprimono Bellezza…è il modo di intenderle con malizia e ipocrisia che le rende brutte. Quanta Bellezza esprimevano i volti dei Profeti, quanta serenità i loro occhi bellissimi e quanta verità la loro bocca per volontà e concessione divina…perché coprire tanta Bellezza che Dio ha voluto donarci? La continua ricerca scientifica è bella…l’ignoranza è brutta.  Indagare la natura nella sua consistenza fisica e biologica e scrutare l’universo, di fronte ai quali l’umanità rimane affascinata, ci consente di comprendere la grandezza e l’infinita, irraggiungibile, essenza del Creatore. Più cerchiamo, più troviamo Bellezza nel creato e più diventa evidente la presenza divina, unica e inafferrabile ma certa e inconfutabile. Cercare la Bellezza significa perciò cercare il Creatore e avvicinarsi a Lui. Tutto ciò che è utile a questa ricerca è bello e giusto e aiuta ad accrescere la conoscenza e ad avvicinarci alla Verità, pur nella consapevolezza della loro infinitezza e ci pone sempre ed in tutti i tempi nella condizione di cercatori. Il cercare è personale e ognuno deve trovare la sua strada fatta di spiritualità ma anche di percezione del creato senza il quale difficilmente può essere apprezzata la grandezza di Dio infinita e irraggiungibile.

Il compito dell’essere umano, nella sua continua ed infinita ricerca della conoscenza, della verità e della comprensione del deposito di cui è stato privilegiato, è quello di ricondurre, con le sue opere e azioni, se stesso,  la natura, il mondo e, in futuro, l’universo,  alla Bellezza e alla bontà di cui Dio li aveva dotati all’origine con la creazione, perché in tale modo, quel prezioso deposito, deve essere restituito: Bello, Armonioso e colmo d’Amore. Tutto ciò che allontana dalla originale Bellezza della creazione, dalla sua perfezione e dalla sua armonia, è contro la volontà di Dio e perciò brutto e cattivo. Ogni intervento dell’essere umano, teso a migliorare la propria condizione di vita deve essere coerente con il Principio della Bellezza e non può essere invece condizionato all’obiettivo egoista e deturpante del profitto personale a scapito del creato e del resto dell’umanità.

4 – Conoscenza

Il segreto e il deposito.

ll Generoso gli ha dato la scienza segreta, insegnandogli quello che non sapeva e gli ha regalato l’intelligenza per continuare a comprendere. Egli è stato creato per conoscere e adorare il Creatore. Custodisce il deposito Divino e lo restituisce a Colui cui appartiene. Cerca i segni nella creazione dei cieli e della terra e nel succedersi del giorno e della notte. Rifugge l’ignoranza.

La conoscenza ha due distinti livelli, quello metafisico, il segreto, e quello razionale, il deposito.

Adamo, unico uomo creato direttamente da Dio. Eva anch’ella creata direttamente da Dio, come Adamo. Creati nudi, belli, intelligenti, partecipi dell’Essenza divina. La disobbedienza ha tolto loro la conoscenza  e li ha riportati al livello di qualsiasi altra creatura vivente. La clemenza e la misericordia divina ha però concesso loro una possibilità di riscatto e di perdono, grazie ai doni dell’intelligenza e della consapevolezza. Dal quel momento l’uomo grazie ai doni dell’ intelligenza e della consapevolezza, che lo distinguono dagli altri animali per volontà di Dio, è alla continua ricerca della Via che porta a Dio, cioè della conoscenza. Ciò che ha creato Dio non può essere in contraddizione con se stesso e la coerenza perciò diventa una guida nella ricerca della verità insieme alla fede. Non può esistere illogicità nella creazione e l’uomo deve intelligentemente adeguare il proprio pensare ed agire, la propria ricerca, ai principi dell’Amore, dell’Armonia e della Bellezza.

La conoscenza è il buono da ricercare, l’ignoranza è il cattivo da evitare. La conoscenza presuppone la ricerca, e la scienza e lo studio sono gli strumenti per ottenerla attraverso l’osservazione della natura e della sua bellezza in tutte le sue forme. Più si cerca e si conosce più ci si rende conto dell’immensità di Dio. Una nuova scoperta apre orizzonti ancora più grandi, come un sasso gettato in acqua che produce all’infinito cerchi sempre più grandi. Più si ricerca e scopre più ci si rende conto della finitezza dell’uomo e dell’infinitezza di Dio. La fede supporta la ricerca, che non può condurre alla Verità totale.

L’opera di creazione di Dio, di per se non conoscibile, si manifesta senza sosta attraverso l’uomo al quale, unico, Egli ha donato intelligenza e consapevolezza e discernimento. L’uomo, attraverso la scienza, si rende interprete e testimone della potenza creativa di Dio in continua mutazione. Senza i progressi della scienza a opera dell’uomo, secondo la volontà di Dio e nel rispetto dei principi metafisici contenuti nella rivelazione coranica, non potrebbe manifestarsi la creazione e l’universo non avrebbe coscienza di sé. Per cui più l’uomo avanza nella conoscenza scientifica più si avvicina all’atto della creazione  e, perciò, più si rende consapevole della infinità grandezza di Dio, che lo rende destinatario della Luce. Senza il progresso scientifico si bloccherebbe la manifestazione essoterica di tale potenza creativa che rimarrebbe irrimediabilmente e perennemente ferma alla conoscenza manifestata al tempo della rivelazione e snaturerebbe il rapporto di donazione e accettazione amorosa tra l’uomo e il suo Creatore del dono più grande: la conoscenza continua che avvicina alla verità, che comunque resta irraggiungibile fino al momento del ritorno e della restituzione del deposito, il giorno del Giudizio finale.

Dio ci ha lasciato l’intelligenza che ci distingue dal resto del creato perché potessimo ricercare e progredire nella conoscenza e riparare alla disobbedienza originale. Questo fa conseguire il fatto che progredendo cambia la condizione mentale dell’uomo che corrisponde ad altrettanto cambiamento del mondo e della percezione dei suoi fenomeni e valori. Cambiano perciò i comportamenti umani e la percezione del buono e del cattivo nel tempo, man mano che cresce la conoscenza e la consapevolezza. Ciò che poteva essere buono 1000/2000 anni fa può mutarsi in cattivo e viceversa, mutando le condizioni cognitive derivanti dalla ricerca della Via che porta a Dio e da quanto Egli ci consente di raggiungere in termini di conoscenza dell’essenza dell’universo.

Dio, durante questa ricerca della Via che porta a Lui, non pretende da noi di dare ciò che non ci è dato di poter dare, né di comprendere ciò che non ci è dato di poter comprendere. Non posso perciò vietare una cosa se non ne conosco l’esistenza né posso al contrario ammetterla. Ieri non conoscevamo cose che ci sono state rivelate oggi e domani ci verranno rivelate cose che oggi non conosciamo. Così cambiano i modi di intendere vita e verità umane nel tempo, coerentemente e in armonia con ciò che umano e temporale non è.

Affermare che con il sigillo della profezia si cristallizza una situazione che perciò diventa immutabile, quindi ha un limite creativo e temporale, equivale a porre gli stessi limiti a Dio e alla sua continua e infinita possibilità creativa. Tutto ciò che è venuto dopo e che è inconfutabile, ancorché sconosciuto ai tempi della rivelazione Mohammadica, allora di chi è opera? Ecco allora che vi è la necessità di interpretare l’indubbia verità della chiusura della profezia.

E se si ritiene che questi testi fondamentali siano testi vivi, che abbiano ancora oggi qualcosa da dirci oltre a quanto già affermato, non si può non tenere conto, nella loro lettura, dell’evoluzione morale, spirituale e scientifica dell’umanità, resa possibile solo per volontà di Dio. Non si possono mettere tutti i versetti del Corano sullo stesso piano: molti sono circostanziali, valgono per una data situazione, quella della fondazione della comunità musulmana, ormai da tempo superata. Accanto a questi versetti ve ne sono altri che riflettono una Verità universale, valida per tutti i tempi, ed è su questi che occorre fondare la fede e la pratica religiose.

Allah! Non v’è altra divinità all’infuori di Lui, il Vivo, l’Assoluto. Non Lo prende mai né sopore né sonno. A Lui appartiene ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra. Chi mai potrebbe intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro ed essi non comprendono della Sua scienza se non ciò che Egli vuole. Il Suo Trono abbraccia i cieli e la terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è il Sublime, l’Immenso.
Corano, Sura II, versetto 255

Passare dall’ignoranza al sapere, dal sapere alla conoscenza, dalla conoscenza allo svelamento, dallo svelamento alla contemplazione dell’Essenza divina, avendo tuttavia la certezza di non poter raggiungere questa conoscenza nel Suo Assoluto, è l’obiettivo della continua ricerca verso il segreto. Uno sforzo enorme che l’umanità deve orientare prima di tutto sulla conoscenza di se stessi per scoprire le ragioni del privilegio ricevuto dal Creatore con il “deposito originale”, utilizzando l’intelligenza, la scienza e avendo la fede come guida.

5 – Libertà

Acquisire conoscenza significa diventare liberi. La Libertà è forse il dono più grande ricevuto dal Creatore. Egli ci ha creato liberi. Liberi, nudi e belli in un paradiso terrestre predisposto unicamente per noi. Ma tale libertà non sarebbe mai stata totale e consapevole se non ci avesse fornito una possibilità di scelta, indicandoci due vie, una virtuosa l’altra corrotta dalla tentazione. La scelta iniziale di Adamo fu la corruzione del male contro la Via indicata da Dio. Dio non ci ha indotto in tentazione, ci ha semplicemente dato l’opportunità di scegliere per rendere la nostra libertà vera e consapevole. Senza tale consapevolezza non avremmo avuto mai la capacità di amare per scelta e non solo per grazia ricevuta. La scelta iniziale di Adamo lo ha inabissato nell’oscurità, nell’ignoranza e nel male, ma la misericordia divina  gli ha concesso il perdono, perché Adamo ha “scelto” di chiedere perdono…la seconda scelta di Adamo, perché il peccato gli tolse tutto meno che l’Amore di Dio. Ed Egli, nella sua infinità clemenza, gli indicò ancora una volta, l’ultima, la Via della virtù da conquistare giorno dopo giorno, nel corso del tempo concesso in vita, per redimersi dal peccato e riconquistare la purezza dello spirito, attraverso un percorso irto di ostacoli e tentazioni, lungo il quale ogni pensiero e ogni azione avrebbe comportato una scelta tra il bene e il male il cui discernimento è possibile  grazie al libero arbitrio concessoci da Dio. Le scelte di Adamo e dei suoi discendenti, non sono determinate dal volere di Dio, ma dal libero arbitrio  di cui Egli li ha dotati. Dio non destina, a priori, nessun essere umano al bene né, tanto meno, al male, non interferisce nelle nostre scelte né impedisce ad alcuno di amarlo…sarebbe un atto di grande ingiustizia, mentre Dio è immensamente giusto. Scelte naturalmente conosciute fin dall’origine dal Creatore e da Lui permesse in totale libertà, affinché Adamo e i suoi discendenti, potessero amarlo e adorarlo non per concessione divina (che amore sarebbe?) ma per scelta consapevole, attimo dopo attimo, giorno dopo giorno, lungo la Via virtuosa indicataci dal Creatore con la Profezia, che consente ad Adamo e a i suoi discendenti, di purificarsi e ritornare a Lui, mondati dal peccato e puri di spirito, degni perciò della partecipazione all’Essenza del Creatore, come all’atto iniziale della creazione.

Da tale Principio universale discendono una serie infinita di comportamenti concreti, tra cui:

a. Il Corano abbraccia il “PENSIERO LIBERO”!
La maggior parte di noi pensa che il Corano insegna alle persone a seguire ciecamente un particolare modo di vivere senza un adeguato pensiero o ragionamento. Ma non è questo il caso. Nel leggerlo rimaniamo sorpresi nel constatare come il testo sacro ci incoraggia a pensare e ragionare per noi stessi. invece di seguire ciecamente qualche regola, esaltando uno dei doni più importanti del Creatore, l’ “INTELLIGENZA CONSAPEVOLE”. che ci rende diversi dal resto del Creato e ci spinge singolarmente alla ricerca costante e senza fine della Verità.

 “Non c’è costrizione nella religione. La retta Via ben si distingue dall’errore. Chi dunque rifiuta l’idolo e crede in Allah, si aggrappa all’impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Allah è audiente, sapiente.” (Corano 2:256).

b. Dio, con la Rivelazione ci ha indicato una via. Cioè ha lasciato libero ognuno di noi di scegliere, perciò nessuno può costringere altri a seguire quella Via o a imporre il come quella Via deve essere perseguita, almeno nel nome di Dio. Nessuno perciò può prendere a pretesto il Corano per costringerci, addirittura per legge, a seguire i suoi precetti o l’interpretazione di alcuni precetti. Se io non prego, ne risponderò a Dio, se non porto il velo ne risponderò a Dio, e nessuno può impormi di pregare o di portare il velo. Lo Stato perciò non può per legge imporre e, di conseguenza, punire ciò che Dio non ha mai imposto lasciando all’uomo la libertà di seguire o meno la Via indicata. Pregare o non pregare, portare il velo o non portarlo, e tante altre situazioni non attengono al potere di uno Stato che non può limitare la libertà personale dei cittadini in riferimento alle libertà religiose e culturali e ai diritti civili. Non è così difficile comprenderlo!

“Se il tuo Signore volesse, tutti coloro che sono sulla terra crederebbero. Sta a te costringerli ad essere credenti?” (Corano 10:99).

6. Uguaglianza

Non c’è spazio per le differenze e le discriminazioni nel Grande Jihad o nella Futuwah. A Dio piacendo, ogni essere umano, senza discriminazione di genere, di colore, di condizione sociale o di fede religiosa, può accedere alla ricerca della perfezione interiore e nessun atto di tipo legislativo o socializzazione religiosa può impedire ciò, essendo tutti stati creati in una visione escatologica egalitaria nell’infinità misericordia e giustizia divina.

A maggior ragione nessuna prevaricazione umana può determinare differenze o sacche di sfruttamento a proprio vantaggio personale o a vantaggio di una classe sociale o di una nazione.

Non c’è Libertà senza Uguaglianza.

Siamo tutti diversi singolarmente, ognuno con il proprio carattere, con la propria sensibilità, con la propria capacità intellettiva, ma tutti uguali di fronte al Creatore e ognuno complementare all’altro e tutti parte integrante della Creazione. E’ questa una condizione originale la cui armonia è stata rotta dal male. Elemosina, solidarietà, aiuti singoli o comunitari ne sono la chiara e triste e ipocrita dimostrazione. In un mondo libero in cui regnano l’Armonia e la Bellezza e, soprattutto, l’Amore, non ci sarebbe bisogno di questi palliativi che, se pur utili e necessari in condizioni di diseguaglianza, spesso, servono solo a sollevare la coscienza da tormenti e responsabilità. L’imperfezione del genere umano ha determinato le differenze, al credente il compito di colmarle, per quanto gli è consentito, donando quel che gli è stato dato in più e ricevendo quello di cui è mancante, sia in termini di condizione materiale che spirituale, per riportare tutto in Armonia e meritare l’Amore del Creatore.

Non ci sarà giustizia vera nel mondo fin quando ci saranno sacche di disuguaglianza, nessuno potrà aspirare all’Amore del Creatore fin quando il suo animo sarà segnato da una pur minima macchia di tolleranza della diseguaglianza. Non c’è credente o non credente, musulmano o non musulmano che possa aspirare al Paradiso senza aver prima abbattuto dentro di se l’amor proprio, la presunzione, l’arroganza, la sete di potere, la protervia, che portano a pensare di essere migliori degli altri e meritevoli più degli altri di privilegi terreni e, a maggior ragione, di privilegi divini.

L’Uguaglianza è il metro di paragone concreto per misurare quanto l’umanità riesce a conformarsi agli altri Principi Universali. Da ciò dipende la sua reale Libertà e la consapevole ricerca della Bellezza, dell’Armonia e, in cima, dell’Amore che è il fine ultimo della nostra esistenza. Da ciò dipende, infine, la possibilità che l’umanità viva in PACE con se stessa e con il Creato. Non ci potrà essere Pace nel mondo fin quando non saranno abbattute tutte, senza eccezione alcuna, le sacche di diseguaglianza singola o collettiva.

7. Pace

Dio è Amore

Non ci può essere Pace senza Amore

Non c’è Pace senza Armonia

Non c’è Pace senza Bellezza

Non c’è Pace senza Conoscenza

Non c’è Pace senza Libertà

E soprattutto non ci può essere Pace senza Uguaglianza.

Chi intende lavorare per la Pace nel mondo non può prescindere dal rispetto dei precedenti Principi Universali. Rispetto significa conformare ad essi ogni pensiero, ogni azione, singola o collettiva, senza eccezione alcuna.

Chi pone delle limitazioni o delle eccezioni a tali Principi lo fa per egoismo e agisce ipocritamente.

Sono Principi Universali, cioè indisponibili per l’umanità e non trattabili.

Ogni individuo ha l’obbligo di lottare prima di tutto contro se stesso e il proprio egoismo perché trionfi la Pace. Un obbligo imposto dalla Creazione che trova nella Profezia la Sua espressione veritiera. Non esistono scuse e tentennamenti in proposito, specialmente per i credenti e per i musulmani in particolare. La declinazione della Principio della Pace non può che avvenire attraverso il rispetto degli altri Principi per rendere al Creatore il deposito che ci ha consegnato che si compendia in una sola Essenza: AMORE…Dio è Amore infinito, senza se e senza ma, e verso l’Amore siamo stati chiamati a camminare essendo l’Amore il vero e unico fine della nostra esistenza e l’origine della Creazione.

Solo di questo dovremo rendere conto al Creatore nel Giorno del Giudizio e di null’altro. Saremo giudicati solo in funzione di quanto e come avremo saputo amare in vita.

La missione dei Cavalieri della Spada sarà quella di testimoniare non con le parole ma con la propria vita questa semplice e meravigliosa verità, con il consenso di Allah  e la guida sulla Via della ricerca dell’Arcangelo Michele.

La preghiera del Cavaliere

Nel nome di Allah il Clemente e il Misericordioso, mi impegno a rispettare i dettami del Santo Corano e il Codice del Cavaliere dell’Ordine “Dhu l-fiqar”. Prego Allah perché mi dia forza e coraggio, per essere fedele a questo impegno e imploro il Suo perdono per quanto non riuscirò a fare per la Sua gloria.

Sia Gloria a te o Allah, mio Re Onnipotente. Te adoro e a Te chiedo aiuto, inviami Michele per guidarmi alla vittoria finale, come inviasti Gabriele per guidare Muhammad, pace e le tue benedizioni su Muhammad, il Messaggero di Allah, su Michele mia guida e su tutti i devoti Cavalieri dell’Ordine.  Lode ad Allah, il Signore dei mondi! O mio Signore, perdonami e abbi misericordia di me.

Testimonio che non esiste alcun Dio all’infuori di Allah e che Muhammad è il Suo Messaggero
Allah akbar