Viaggio Iniziatico - jayyd news

Viaggio Iniziatico

Riservato solo ai Cavalieri dell’Ordine “Dhu l-fiqar”

Introduzione

  1. I sette principi universali della Futuwah
    1. L’Amore
    1. L’Armonia
    1. La Bellezza
    1. La Conoscenza
    1. La Libertà
    1. L’Uguaglianza
    1. La Pace
  • I sette Cieli del viaggio iniziatico del Cavaliere
    • Umiltà
    • Pietas
    • Generosità
    • Pazienza
    • Onestà
    • Giustizia
    • Nobiltà
  • I sette riti della Elevazione
  • Strumenti per Rito della Elevazione
    • Abiti
    • Simboli
    • Parole
    • Musica
    • Movimenti
    • Preghiere
    • Ricordo

IL VIAGGIO INIZIATICO DEL CAVALIERE

UMILTA’

Dio ci chiama tutti, singolarmente. La Profezia, contenuta nel Corano, è stata donata a tutti. Tutti sono chiamati a percorrere la Via iniziatica del Cavaliere e a Elevarsi, grado per grado, lungo la scala della perfezione che porta all’Amore e, quindi, alla vicinanza a Dio. Solo l’ultimo Cielo è inibito in vita, anche al Cavaliere, essendo stato riservato al Profeta del Vero.

Tutti sono chiamati, non tutti ascoltano, non tutti rispondono. A chi ascolta e risponde, chiedendo di essere iniziato sulla Via, viene donato il Codice del Cavaliere dell’Ordine “Dhu l-fiqar” e il libro dei 7 Principi Universali, perché prenda visione della missione a cui è chiamato, uomo o donna che sia. La consapevolezza delle difficoltà lungo la Via è la precondizione che consente di accedere al primo scalino di iniziazione..

L’Arcangelo Michele imprimerà nel cuore dell’aspirante Cavaliere la prima parola il cui significato rappresenta la prima grande prova sul percorso della purificazione: UMILTA’.

Perché il cuore del prescelto possa ricevere la grazia di Allah è necessario che sia svuotato completamente dell’”io” e di ogni considerazione di se stessi, per predisporsi all’Amore sconvolgente che si appresta a ricevere e che dovrà riversare, a sua volta, nel mondo a testimonianza dell’unica Verità di cui sarà messo a conoscenza.

Accolto tra le ali di luce di Michele, l’anima dell’aspirante Cavaliere viene sollevata durante il rito di ingresso, e trasferita tra la terra e il primo dei 7 Cieli della Scala, dal tramonto all’albe, dal buio alla Luce, che porta alla Verità. Un percorso in orizzontale sull’umanità ad evidenziarne le debolezze e a rendere consapevoli di amor proprio ed egoismo. Un primo grado che può durare una sola notte o vita un’intera durante il quale la Spada “Dhu  l-fiqar”, brandita da Michele, è pronta ad abbattersi, recidendoli per sempre e annullandoli nella sua anima, sui tanti sentimenti negativi che la affliggono e sulle lusinghe di satana, che impediscono una condizione di estrema Umiltà: superbia, orgoglio, indocilità, sfarzo, disprezzo, presunzione, protervia e così via.

Michele lo guida sulla Via dell’Umiltà e della purificazione, per una notte, per un giorno, per tutta la vita, fin quando il suo cuore sarà completamente svuotato da negatività che ne impediscono l’incontro con l’Amore e con le virtù che lo caratterizzano, ognuna delle quali consente di accedere ai gradi di iniziazione superiori sulla Scala dei 7 Cieli.

Un percorso, quello che porta all’Umiltà, difficile e complesso. Non tutti gli aspiranti saranno in grado di percorrerla fino alla fine, ma comunque donerà a tutti consapevolezza e merito presso Dio.

Un primo grado del Viaggio che abbisogna, con alcune eccezioni, del supporto di un Maestro che aiuti l’iniziato non tanto a sconfiggere le lusinghe di satana, sforzo costante strettamente personale, ma ad individuarle nelle varie circostanze di vita reale.

Inizia così la Jihad interiore dell’eletto, supportato dal Maestro e dall’Ottagono dei Cavalieri, attraverso i riti dell’Ordine, verso la propria purificazione orizzontale, premessa indispensabile per acquisire la condizione spirituale per spiccare il volo, guidato da Michele, dopo essere passato per Mecca, Medina e Gerusalemme, luoghi di Profezia e Conoscenza, e superato le lusinghe del male, verso i successivi verticali gradi, sulla scala dei 7 cieli, che gradino dopo gradino lo eleveranno, portandolo vicino all’Amore.

RITI DI INIZIAZIONE DI PRIMO GRADO

— omissis

PIETAS

Raggiunta la costante condizione di Umiltà, che determina il rapporto tra l’aspirante Cavaliere e sé stesso, percorso orizzontale con la visione complessiva delle tentazioni del male da combattere e sconfiggere, egli è pronto per elevarsi al primo gradino della Scala dei 7 Cieli. Lo sforzo che dovrà affrontare per prepararsi alle ulteriori elevazioni, riguarda il suo approccio con l’umanità tutta e con i singoli fratelli che la compongono. Comprendere il giusto rapporto in Umiltà, tra lui e gli altri esseri diventa essenziale e propedeutico rispetto alla prosecuzione sulla Via intrapresa verso la Luce e l’Amore.

Il concetto che presiede a questo primo livello di Elevazione e quello di PIETAS.

Intesa non nel senso che attualmente e generalmente si dà di esso, cioè pietà, ma nel senso classico del termine, così come è inteso nell’Islam e nella Profezia: la “PIETAS”, nell’Islam, caratterizza un individuo per la sua totale devozione ad Allah, per il suo completo abbandono in Lui e per la fede incondizionata che guida ogni passo della sua vita sia fausto che infausto. Per questo il Cavaliere si affida completamente alla misericordia e compassione di Allah certo che mai gli verranno negate nella misura in cui a sua volta sarà capace di misericordia e compassione nei confronti del suo prossimo, sia esso parente, straniero, amico o nemico.  La missione a cui l’aspirante Cavaliere deve prepararsi dopo il suo ritorno nel mondo dal Viaggio Iniziatico, è quella di diffondere la Luce e la Verità di cui è stato beneficiato a tutti. Dotarsi di compassione e misericordia e comprendere il valore  del perdono è lo sforzo a cui è chiamato in questo primo livello di Elevazione. Saper riconoscere il proprio animo e mondarlo da indifferenza, odio e rancore, come anche saper riconoscere quello degli altri è essenziale per distinguere chi gli si avvicina con animo amoroso e desiderio di avvicinarsi a Dio da quelli che lo fanno con malanimo e desiderosi di materialità, ricchezze e potere. Imparare e predisporsi  ad aprire il proprio mondo con gioia e pazienza a chi lo cerca con zelo e timore e con animo puro, sia ricco e potente o povero e umile, perché tutti sono uguali davanti ad Allah a cui solo spetta il Giudizio finale. Riuscire a stare davanti a loro umilmente allo stesso modo e senza preferenze, né portare premura o privilegio per il ricco e potente a ragione della sua posizione sociale. Anche a costui deve imparare a porsi con attenzione, pur sapendo che vive nell’ipocrisia e non teme Allah, deridendo il Creatore e considerando sé stesso dio, perché non possa mai dire che è stato a lui negato l’Amore ma, al contrario, sia evidente il suo rifiuto, causa unica della sua perdizione. E’ quindi il primo importante passo per aprirsi all’Amore completamente, per Amore di Allah, nella vita di tutti i giorni nella consapevolezza che la sua testimonianza indica una Via che deve essere rigorosa e certa. Il ruolo del Maestro Cavaliere è indispensabile anche a questo secondo grado della Scala per bene interpretare la guida di Michele nella luce già accecante del Primo Cielo.

RITI DI INIZIAZIONE DI SECONDO GRADO

… omissis

GENEROSITA’

Acquisita la prima virtù di base, l’Umiltà, e la consapevolezza di se stessi e del proprio rapporto con gli altri con la Pietas, l’iniziazione può proseguire con l’ascesa al terzo gradino della Scala che porta al secondo Cielo, dove l’aspirante Cavaliere riceve il dono della GENEROSITA’.

Nel Corano ricorre tantissime volte il richiamo alla Generosità e la condanna netta dei vizi che la contrastano, primo fra tutti l’avarizia: l’attaccamento morboso ai propri beni, la propensione all’accumulo di ricchezza oltre ogni ragionevole misura, anche come strumento per acquisire potere sugli altri, l’inconcepibile visione del donare senza condizioni, uno dei pilastri dell’Islam, l’Elemosina.

L’avarizia che alimenta l’invidia, il desiderio di avere più degli altri e le cose degli altri, il provare tristezza per la felicità altrui e operare per distruggerla anche senza alcun beneficio per se stessi.

Il passaggio nel secondo Cielo consente di analizzare dentro di sé la propensione alla virtù della Generosità o al vizio dell’avarizia. L’incontro con la Generosità espressa dal coro angelico diretto da Michele e dalla presenza degli esempi più fulgidi di Generosità contenuti nella Profezia da Adamo fino a Muhammad, rischiarano le ombre dentro l’animo del Viaggiatore che, una ad una, sconfigge e stacca con la spada per sempre ogni elemento di pensiero, parola e opera quotidiana che ostacolano anche in minima parte la Generosità che a piene mani gli viene offerta e che si impegna a praticare nel mondo senza limiti e senza condizioni, ispirato solo dall’Amore verso il quale è diretto sulla Via iniziatica.

Il primo grado è servito per imparare a vivere in Umiltà, il secondo a comprendere come rapportarsi agli altri, l’elevazione al terzo serve per imparare a vivere di essenzialità, rinunciando al superfluo sia materiale che spirituale, a staccarsi totalmente dagli ingannevoli “beni materiali”, per potersi dedicare interamente alla ricerca dell’Amore e della Verità senza distrazione alcuna e individuando chiaramente l’essenza e la finalità ultima della vita verso le quali il Cavaliere tende.

Anche in questo terzo gradino, la guida illuminata di Michele e del suo esercito di Angeli svelerà le beatitudini dei Santi che hanno praticato in vita la Generosità. Il sostegno del Maestro Cavaliere servirà ancora, come ancora serviranno i riti facilitatori dell’Ottagono dei Cavalieri, ma non tanto quanto sono stati determinanti nei primi due grado. L’elevato comincia ad acquisire indipendenza nella conoscenza del proprio intimo e comincia ad imparare a dominarlo, predisponendosi al passaggio al terzo Cielo e al quarto gradino della Scala della purificazione.

RITI DI INIZIAZIONE DI TERZO GRADO

… omissis

PAZIENZA

Il passaggio nel terzo Cielo salendo il quarto gradino della Scala, comporta per il cercatore l’incontro con la virtù della PAZIENZA.

Prosegue in questo grado lo sforzo, già avviato nei precedenti, di conoscenza di se stesso, delle sue passioni e delle sue reazioni di fronte alle sfide che gli pone la vita e il rapporto con gli altri. Acquisire capacità di controllo significa consentire a se stesso di Amare senza limiti e impedirsi di procurare torto, con i propri comportamenti, al mondo. Comprendere il valore della Pazienza e combattere per esserne pervaso rappresenta una tra le battaglie più dure sulla Via verso l’Amore. La visione del terzo Cielo, guidato da Michele, nel quale fioriscono prudenza, mansuetudine, gentilezza e bontà, consente al Cercatore di eradicare dal proprio cuore, con un taglio netto della Spada, quanto di peggio può causare, in un attimo di follia, la distruzione di tutto quanto fino a quel punto costruito di buono e bello dentro di se: assenza di riflessione, reazioni inconsulte, disprezzo per le opinioni e motivazioni degli altri, imprudenza, ira.

Essere pazienti e prudenti non significa essere deboli o pavidi, ma forti e coraggiosi nell’Amore per Allah e per l’umanità, anche di fronte alla derisione e alla umiliazione che ne può derivare, significa acquisire la saggezza e quindi il necessario equilibrio durante la missione di testimonianza.

Sopportare pazientemente le avversità della vita, comprenderne il disegno divino e sottoporsi alla volontà di Allah, qualunque essa sia, forgia nel Cercatore il carattere del futuro Cavaliere, che saprà così affrontare anche le angherie e le cattiverie che immancabilmente subirà dagli operatori del male durante la sua missione. Premessa questa che predispone al perdono e alla sopportazione per Amore di Allah.

In questo sforzo ha valenza decisiva il desiderio dell’elevato a proseguire sulla Via della purificazione troncando ogni personale velleità di prevalere nei modi e nelle parole.

Il supporto del Maestro Cavaliere, in questo grado, è assai limitato, quasi nullo e si limita solo a intervenire nei momenti critici, tanti, che egli incontrerà sul percorso irto di pericoli e agguati interposti dal male, per individuarli con certezza. Dovrà da solo affrontarli con coraggio e fede in Allah. Lo sforzo sarà tutto personale e intimo nella prima vera grande battaglia contro sé stesso, nel corso della quale, il richiamo costante alla preghiera e all’adorazione, grazie alle quali Michele e le sue schiere, con lo sguardo e lo spirito rivolto in alto verso la Luce, indicheranno  la retta Via, darà a lui l’opportunità di sconfiggere e abbandonare l’affermazione di sé e di scegliere di annullarsi nella gloria di Allah. Senza acquisire lo stato di Paziente  e saggio è impossibile continuare a salire gli altri e superiori gradini della Scala della purificazione.

RITI DI INIZIAZIONE DI QUARTO GRADO

…omissis

ONESTA’

Un quinto gradino che introduce nel quarto Cielo dove la libertà si respira a pieno spirito. E l’Elevato, a questo grado, comincia a fare i conti con uno dei mali peggiori che sporcano l’anima, avvelenano l’esistenza propria e causano enormi danni al prossimo: l’ipocrisia. Di fronte a questo male estremo che alza tantissimo l’asticella della Jihad interiore, Michele allarga le sue grandi ali e, per volere di Allah, svela la virtù, in forma di stella lucentissima e incoronata dalle sue varie declinazioni, che consentirà al Viaggiatore di estirpare dal suo cuore i peggiori sentimenti che lo possano far sanguinare: l’ONESTA’.

La battaglia sarà durissima e senza fine. Lo sforzo dell’Iniziato sarà teso ad esercitare la sua abilità in costante attenzione per non cadere nel tranello dell’ipocrisia, del dire quello che non si pensa, del concepire calunnie e raccontare falsità per accreditare se stesso o per danneggiare in maniera subdola il prossimo, del testimoniare dolosamente il falso, per il semplice gusto di danneggiare o per ottenerne un vantaggio. In nessun tempo, neppure dopo aver completato il Viaggio Iniziatico ed essere tornato purificato nel mondo per espletare la propria missione di testimonianza, il Cavaliere potrà affermare di essere guarito definitivamente dal male dell’ipocrisia, che invece resta comunque l’arma più infida del male per corrompere l’umanità, anche quella più giusta e preparata, e sarà sconfitta definitivamente solo nel Giorno del Giudizio finale.

Esercitare all’Onestà il proprio intimo per esercitarla concretamente nella vita di ogni giorno significa riuscire ad essere sinceri prima con se stessi e poi con gli altri, acquisire affidabilità affinché la propria testimonianza abbia credibilità e coltivare coerenza, Armonia e tanto Amore.

Onestà con sé stessi e con il prossimo, ma anche con le Istituzioni. Ottemperare agli obblighi di legge, pagare le tasse, osservare le prescrizioni dello Stato in cui si vive, pur mantenendo fermi dentro di sé i Principi Universali sanciti nel Corano e il Codice dell’Ordine, è un dovere per ogni musulmano in quanto cittadini di una comunità nazionale, a sostegno del principio che si è musulmani verso Allah e si è cittadini verso lo Stato. Il contemperamento delle due situazioni è la misura del livello di saggezza e di tolleranza acquisite nei gradi precedenti, il presupposto per garantire il Principio Universale finale e irrinunciabile: la Pace.

RITI DI INIZIAZIONE DI QUINTO GRADO

…omissis

GIUSTIZIA

Il sesto gradino della scala introduce nel quinto Cielo, il Cielo della GIUSTIZIA.

Un Cielo enorme, immenso, nel quale tanti sono gli Angeli che formano le schiere di Michele, ma pochi i testimoni di questa virtù, tanto è complicato acquisire il Senso della Giustizia. Un’assunzione grave di responsabilità verso sé stessi e verso l’umanità. Essere giusto con sé stesso, che grande complicazione, essere un uomo giusto, che gran complimento! Quanto ciò avvicina al più Giusto in assoluto, a Colui a cui solo spetta il Giudizio Finale, con Amore infinito ma con Giustizia!

Prima di sottoporsi al Suo giudizio, l’Iniziato deve sottoporsi al giudizio di sé stesso per essere degno di calcare il settimo gradino, l’ultimo, verso il Sesto Cielo, quello della massima vicinanza possibile alla Luce divina e allo svelamento finale.

Un giudizio severo sul Viaggio fatto fino a questo grado per conoscere il livello delle virtù acquisite nei gradi inferiori, delle qualità che hanno permesso alla Spada “Dhu l-fiqar”, impugnata da Michele di recidere dentro di noi il massimo possibile di male. Una consapevolezza determinante per poi operare con Senso di Giustizia nel mondo e testimoniare la Via. Alla base di ciò non può che farci da guida il sesto Principio Universale di riferimento dell’Ordine: l’Uguaglianza.

Ogni essere umano è uguale davanti ad Allah e deve esserlo altrettanto davanti agli altri esseri umani. Orientati da tale Principio, essere giusto non può che significare impegno a sostenere l’Uguaglianza nel mondo, in qualsiasi circostanza, nei fatti di bene e in quelli di male, senza mai assumere il ruolo di giudice, ruolo che non compete neppure al Cavaliere.

Il fine ultimo è quello di favorire tra gli esseri umani la Pace, quella interpersonale, quella sociale e quella collettiva. La Pace che viene messa in pericolo da ingiuste oppressioni, vile sfruttamento, insopportabile sottomissione, dovuta amorevolmente solo ad Allah. Tutti mali frutto di superbia, secondo la quale la Giustizia non è uguale per tutti, e la diseguaglianza è il naturale riconoscimento del proprio egoistico “io” e il presupposto per esercitare, senza Giustizia, potere e sopraffazione.

Quindi un sesto grado di una responsabilità immane, da assumersi con cautela, con umiltà assoluta e solo quando si è certi di poter controllare sufficientemente, dentro il proprio intimo, le passioni che l’Iniziato ha imparato a conoscere e a combattere,  durante il Viaggio, nei gradi inferiori. Il Senso di Giustizia, se mal interpretato, può essere causa di errore e di sviamento per tanti altri, che vedono nel Cavaliere un esempio da seguire per rimanere sulla retta Via, in mancanza di illuminazione personale. Per questo motivo la permanenza in questo grado può essere estremamente lunga e complicata.

RITI DI INIZIAZIONE DI SESTO GRADO

…omissis

NOBILTA’

“Sono stato inviato per perfezionare la nobiltà nel comportamento

Sei alla fine del Viaggio Iniziatico che ti ha elevato al sesto Cielo, salendo il settimo grado della Scala, a soli tre tiri di arco dalla Luce. Più in là non ti è consentito andare…il settimo Cielo Allah lo ha riservato al Suo servo e Profeta, come la visione della Luce, a soli due tiri d’arco, e lo svelamento totale dell’Amore di cui lo ha privilegiato.

Il Cielo della NOBILTA’.

Concetto esoterico per eccellenza, riservato ai pochi che sono riusciti, guidati da Michele, per volontà di Allah, a completare il Viaggio e la Purificazione, ai quali soli viene svelato il “Deposito Divino” di cui dovranno essere custodi nel pellegrinaggio testimoniale tra l’umanità. Deposito consegnato originariamente ad Adamo ed Eva, abbandonato e poi ritrovato, grazie al perdono del Clemente e Misericordioso, custodito dalla Profezia e svelato al Cavaliere, perché ne faccia testimonianza silenziosa con la Nobiltà del comportamento in vita, che ha perfezionato durante il Viaggio, di cui il Profeta è la più fulgida espressione.

Deposito di Verità universale, la cui visione e comprensione consente all’Iniziato di assumere il Nobile titolo di Cavaliere dell’Ordine “Dhu l-fiqar”, che amalgama e consolida le virtù acquisite nei gradi inferiori, racchiuse e difese da ali di Arcangelo a diventare un unicum diverso da quello che era all’inizio del Viaggio, emendato finalmente dal male e in grado di combatterlo, essendosi definitivamente liberato da sé stesso.

Infine lo squarcio nel Mistero che lo proietta nella dimensione metafisica del Vero, per quanto è concesso ad un’anima ancora imperfetta di percepirlo, nella quale fluttua in Armonia con l’intera Creazione, intuendone l’incommensurabile Bellezza, mentre l’umano cuore trabocca di Amore. Gli viene concesso il dono dello Svelamento e della Conoscenza, nella misura in cui è concesso ad un’anima ancora imperfetta, nella più totale Libertà che lo rende Uguale al Tutto, il più simile al Coranico “Uomo Universale”, per conseguire infine il bene finale: la Beatitudine e la Pace Divine, nel completo annullamento di sé stesso, in uno scambio reciproco d’Amore che gli garantisce la Vicinanza e l’Amicizia del Creatore.

Comprende perciò il fine ultimo della missione a cui viene chiamato il Nobile Cavaliere: guidare in Verità e Umiltà, nel solco tracciato dalla Profezia, l’umanità in terra verso la morte materiale, preparandola a quell’evento che apre le porte alla vita spirituale, l’unica reale, e del ritorno al Creatore, in un mondo libero dal male e riportato allo stato originale, lo stato paradisiaco in cui era prima della ribellione di Eva e Adamo e di Lucifero, del quale godrà in eterno. Chi non seguirà resterà nel buio e nel dolore fin quando il Creatore, nella Sua infinita Misericordia, non concederà loro  l’oblio finale, cancellando definitivamente il male dall’intera Creazione.

A questo settino grado dell’Iniziazione, nel sesto Cielo, nessun Maestro assiste l’Iniziato nella sua visione. Egli, infatti, terminato il suo Viaggio diviene, per diretta Grazia Divina e per intermediazione di Michele, Nobile Cavaliere e Maestro a sua volta.

NESSUN RITO MA SOLO PERSONALE PREGHIERA, MEDITAZIONE E ADORAZIONE