Ordine "Dhu l-fiqar" - jayyd news

Ordine “Dhu l-fiqar”

Tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco
Gustav Mahler

Giampiero Khaled Paladini
Primo Cavaliere

Non c’è spazio per le differenze nel Grande Jihad o nella Futuwah. A Dio piacendo, ogni essere umano, senza discriminazione di genere, di colore, di condizione sociale, può accedere alla ricerca della perfezione interiore e nessun atto di tipo legislativo o socializzazione religiosa può impedire ciò, essendo tutti stati creati in una visione escatologica egalitaria nell’infinita misericordia e giustizia divina.

Codice

I

“Il Cavaliere è testimone che non c’è divinità se non Allah e che Muhammad è il Suo Messaggero. Si prostra in adorazione di Allah, il clemente, il misericordioso, ne pronuncia e loda i nomi in ogni momento e ne chiede l’aiuto per percorrere la diritta via di quelli pieni della Sua grazia. (Corano: Sura 1)”

Una testimonianza che racchiude in se il più grande dei misteri, il mistero originario e generatore, da cui il Cavaliere trae la luce per illuminare il suo giusto sentiero che altrimenti sarebbe buio, irto di inganni e fuorviante. In essa vi è il più grande addestramento per il Cavaliere: la negazione di tutto quello che non è vero, da cui derivano comportamenti sbagliati, e l’affermazione invece della Verità, da cui derivano  giusti comportamenti, testimoniati in cima dal Suo messaggero Mohammad che, quale Cavaliere supremo del Signore dei mondi, è stato inviato per nobilitarli.
La nobiltà dei comportamenti è l’obiettivo del Cavaliere che si impegna a raggiungere, con l’aiuto di Allah che lo ha scelto e l’esempio del suo messaggero. Un Cavaliere teso senza pausa a combattere la guerra estrema contro se stesso, sostenuto dal ricordo di Allah ad ogni respiro e pensiero (dhikr). La negazione, blandendo la Spada della fede e dell’umiltà, di tutto ciò che non è necessario, è il presupposto per avvicinarsi sempre di più all’Essenza, sulla via dei sette cieli e della contemplazione, intesa come vigile attenzione interiore per poter cogliere la discesa della grazia divina.

II

“Il Cavaliere ha come guida il Corano, ha timore di Allah, crede nel mistero, compie la preghiera, dispensa, senza limiti, quello che a lui è stato donato, crede nella rivelazione profetica da Adamo fino a Muhammad, che Allah li benedica. (Corano: Sura 2 – 2. 3, 4)”

Il Corano, l’unico Libro su cui non vi sono dubbi che contiene il grande mistero della creazione e del Creatore, di Colui che è invisibile e essenza delle cose visibili. Il Cavaliere ne fa la sua guida omnicomprensiva a cui tutto deve essere riportato, lungo la via della Profezia che da Adamo giunge fino a Muhammad. Il suo nobile comportamento è forgiato nella certezza della Profezia più grande che è il Giorno del Giudizio, ne ha timore e si comporta di conseguenza. Il Cavaliere è colui che si oppone a chi crede solo nel mondo materiale, a chi pretende di vivere la vita terrena credendola l’unica realtà e perciò si sente autorizzato a trarne il massimo profitto, comportandosi senza morale, senza etica e ritenendo inesistenti Dio e i principi universali che regolano l’universo, quali l’unicità, l’armonia, la bellezza, l’amore. Principi universali cui vi è l’obbligo divino di fare riferimento nella vita di ogni giorno perseguendo gli ideali di uguaglianza, giustizia, libertà, pace, attraverso la pratica continua della preghiera, del ricordo, della conoscenza, della creatività, con pazienza, saggezza e umiltà. Il Cavaliere fa di questi principi la sua missione sociale difendendo i deboli, sostenendo i poveri e combattendo a favore degli oppressi contro chi non è timorato di Dio.

III

E’ dotato di “pietas” in quanto ha devozione e fede incondizionate per Allah, ne cerca misericordia e compassione per se stesso e le pratica nei confronti degli altri, forgiandosi nella preghiera e nella pazienza che ne rendono sopportabile la gravità (Corano: Sura 2 – 44, 45). Allah è il suo Patrono ed è da Lui tratto dalle tenebre alla Luce (Corano: Sura 2 – 257).

Il sentimento della “pietas” nella società moderna, indica un atteggiamento di commiserazione verso qualcuno che è caduto in disgrazia, in alcuni casi quasi a disprezzare la condizione e l’essere di un individuo. Nulla di più lontano dal significato che la tradizione islamica assegna a questo sentimento. La “pietas”, nell’Islam, caratterizza un individuo per la sua totale devozione ad Allah, per il suo completo abbandono in Lui e per la fede incondizionata che guida ogni passo della sua vita sia fausto che infausto. Per questo il Cavaliere si affida completamente alla misericordia e compassione di Allah certo che mai gli verranno negate nella misura in cui a sua volta sarà capace di misericordia e compassione nei confronti del suo prossimo, sia esso parente, straniero, amico o nemico. La assidua ricerca dell’amore compassionevole di Allah e l’immenso conforto che gli deriva lo solleva dal grande peso che grava su di lui, debole e caduco, nel praticare senza eccezioni e senza tristezza o rammarico, misericordia e compassione. La fede in Allah lo strappa dalle tenebre del malanimo e lo conduce nel godimento della pura felicità.

IV

E’ vocato a fare il bene e a dire parole buone e gentili a tutti, in particolare ai genitori, ai parenti, agli orfani e ai poveri (Corano: Sura 2 – 83), dona prima ancora che gli venga chiesto perché dona per amore di Allah, i propri beni ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti, ai mendicanti e per il riscatto dei prigionieri (Corano: Sura 2 – 177), senza rinfacciare e senza offendere (Corano: Sura 2 – 262), non come colui che dona i suoi beni per farsi vedere dalla gente (Corano: Sura 2 – 264)

Donare è l’azione che più caratterizza il Cavaliere al suo ritorno nel mondo dopo aver ricevuto la grazia divina al culmine del suo percorso e della sua ricerca iniziatica. Uno di cinque pilastri dell’Islam che rende concreta la sua missione durante la vita terrena. Il donare, il donarsi senza condizioni è sinonimo di Amare e l’Amore incondizionato per il Creatore è la ragione di vita del Cavaliere. L’Amore per Allah lo testimonia praticando costantemente la donazione di se stessi e di quanto si è ricevuto, in termini di beni materiali, ma anche e specialmente di grazia e visione divina, alle altre creature che ne hanno bisogno. Un Amore incondizionato senza altra aspettativa che quella di godere dell’ ”Amicizia” di Allah il quale gli ha promesso Amore nella stessa misura in cui lui sarà in grado di Amare con delicatezza e rispetto. Nessuna contropartita terrena, nessuna attesa di riconoscenza, nessuna ostentazione, nessuna ricerca di gloria sociale, perché l’Amore è esso stesso gloria quando è espressione dell’intimo, segreto e reciproco rapporto con Allah. Combattere con onore e senza tregua, prima di tutto contro se stesso e le proprie passioni, per il trionfo dell’Amore nel nome di Allah è la missione primaria del “Cavaliere della Spada Dhu l-fiqar”.

V

Innamorato di Allah 70 volte di più di quanto possa esserlo dei piaceri terreni come le donne, i figli, l’oro, i cavalli di razza, l’arte, la scienza, i piaceri mondani, le nuove tecnologie, la natura stessa. (Corano: Sura 3 – 14)

Il tema dell’Amore, come già accennato, è il tema di fondo di tutto l’agire del Cavaliere, il termine di paragone al quale riporta ogni suo pensiero e azione. Un tema presente nella più genuina tradizione esoterica islamica che ha originato movimenti di pensiero e stili di vita che hanno avuto, e ancora hanno, nel sufismo la loro più nobile espressione. L’Amore cantato in versi dai massimi esponenti di questi movimenti, da Ibn ‘Arabi a Rumi, passando per Hafez e tanti altri che ci hanno permesso di immergerci totalmente nella condizione mentale ed emotiva della “sacra ebbrezza” di cui è inconsapevolmente permeata ogni cosa creata. Allah, nella sua misericordia, ha scelto il Cavaliere per rendere consapevole, nella vita di ogni giorno, ciò che altrimenti sarebbe rimasto per sempre inconsapevole e racchiuso nei segreti della profezia, Un Amore perciò che viene direttamente da Allah e per Suo volere, totalizzante, inebriante, illuminato, illimitato e, specialmente, senza condizioni che il Cavaliere ha il dovere di riversare nel mondo in ogni momento della sua vita permeata senza soluzione di continuità sostenuto dalla pratica silenziosa del “dhikr”, cioè del ricordo di Allah.

VI

Pur tra la gente resta in silenzio, ricordando sempre il Suo nome e innalzando la Sua lode senza sosta. (Corano: Sura 3 – 41)

VII

Mantiene gli impegni con tutti senza distinzione di fede, condizione sociale, sesso per amore di Allah e senza esitazioni e ripudia la frode. (Corano: Sura 3 – 75, 76, 161)

VIII

Promuove e sostiene una comunità di uomini e donne che chiamano al bene, ordinano la giustizia, impediscono l’ingiustizia e si batte per l’uguaglianza tra le creature di Allah. (Corano: Sura 3 – 104, 110, 114)

IX

Combatte l’USURA con tutte le forze e i mezzi messi a sua disposizione da Allah. Dona invece i propri beni nella prosperità e nell’avversità, reprime l’ira e perdona chi lo offende. La dolcezza è il tratto distintivo del suo agire con misericordia (Corano: Sura 3 – 130, 134, 159)

X

Rifugge coloro che dicono con la bocca quel che non hanno nel cuore…gli ipocriti sono i suoi peggiori nemici. (Corano: Sura 3 – 167)

XI

Cerca i segni nella creazione dei cieli e della terra e nel succedersi del giorno e della notte, in una condizione mentale di costante mediazione che lo aiuta a ricordare Allah in coscienza o incoscienza, seduto, in piedi o coricato. (Corano: Sura 3 – 190, 191)

XII

Custodisce il deposito Divino e lo restituisce a Colui cui appartiene. Combatte sul sentiero di Allah, contro gli alleati di Satana. La sua spada è pronta a recidere ogni sua tentazione e ogni sua insidia, prima fra tutte quelle che alloggiano nel più profondo del proprio animo e per difendere i deboli, le donne, i bambini. (Corano: Sura 4 – 61, 75, 76)

XIII

Aborre la calunnia, la maldicenza, la superbia e la falsa testimonianza davanti ad Allah. (Corano: Sura 4 – 112, 135, 148, 173)

XIV

Di fronte alle perfidie di coloro che non credono egli perdona ed è indulgente. E’ pronto a sacrificare la propria vita per l’altro, per una giusta causa, nella certezza che per Allah sarà stato come aver dato la vita per l’intera umanità. Allah lo amerà come lui lo amerà (Corano: Sura 5 – 13, 32, 54)

XV

Mantiene i giuramenti ed anela ad essere il primo tra gli uomini essendone l’ultimo nell’umiltà e nel servizio agli altri. Non si concede superbia (Corano: Sura 5 – 89, 114/Sura 7 – 13)

XVI

Accusato di menzogna ha pazienza contro ogni accusa e persecuzione, confidando in Allah per la vittoria finale. (Corano: Sura 6 – 34)

XVII

Difende la terra dalla corruzione avendola Allah creata giusta. perché la terra buona e giusta, come Allah l’ha creata, possa far crescere, col Suo permesso, molte piante e frutti. (Corano: Sura 7 – 56, 58)

XVIII

E’ colui che pratica il perdono, ordina il bene, volge le spalle agli ignoranti. (Corano: Sura 7 – 199)

XIX

Non ammassa oro e argento senza spenderlo sul sentiero di Allah, a favore della testimonianza di Lui e per i poveri, senza dubbi, titubanze o incertezze. (Corano: Sura 9 – 34, 45)

XX

Il suo intimo e silenzioso grido di battaglia sarà “Sia gloria a Te, mio Dio”; il suo saluto chiaro sarà “Pace”; la sua battaglia terminerà sussurrando “Sia lode ad Allah, il Signore dei mondi”, in Lui non c’è timore né tristezza (Corano: Sura 10 – 10, 62)

XXI

Ha ricevuto da Allah ricchezze che altri non hanno e lui le elargisce a tutti gli altri, liberi o servi, per renderli uguali a lui e possano lodare Allah, unico Dio. (Corano: Sura 16 – 71)

XXII

E’ buono con i genitori, li rispetta e li assiste in vecchiaia e se uno di loro o entrambi restano a suo carico non fa pesare le sue difficoltà, non li rimprovera e parla loro con generosità e gentilezza. (Corano: Sura 17 – 23)

XXIII

Non è eccessivo o intemperante nelle sue azioni o parole ma in grado di moderare i propri pensieri e il proprio modo di comportarsi, dà il giusto nella elemosina e non oltrepassa la misura nel mangiare e nel bere. (Corano: Sura 18 – 28 / Sura 6 – 141 / Sura 7 – 31)

XXIV

Custodisce la castità e rifugge l’atto sessuale illecito e l’adulterio (Corano: Sura 23 – 5/ Sura 24- 2)

XXV

Non entra nelle case altrui senza permesso e senza salutare le persone di casa, nel nome di Allah, e se viene invitato ad andarsene lo fa senza titubare o offendersi. (Corano: Sura 24 – 27, 28)

XXVI

E’ colui che concede l’emancipazione ai servi che lo richiedono accordando loro, per libera carità, parte di propri beni e, di conseguenza, evitano di averne degli altri perché non condividono sottomissione e sfruttamento. (Corano: Sura 24 – 33)

XXVII

Ascolta il suo Signore e ubbidisce a Lui e al Suo messaggero, lampada scintillante a cui si accosta e da cui è illuminato e ispirato, essendo poi di esempio per gli altri. (Corano: Sura 24 – 51, 54 / Sura 25 – 74 / Sura 33 – 46)

XXVIII

Ama il prossimo incondizionatamente per amore di Dio che null’altra ricompensa gli chiede, ricambiandola con ricompensa accresciuta. (Corano: Sura 42 – 23)

XXIX

E’ colui che mai lo coglie la disperazione, neanche quando l’arsura sembra ormai distruggere l’anima e il corpo certo, da uomo di fede, che Dio, nella Sua infinita misericordia, farà scendere l’acqua che rigenera. (Corano: Sura 42 – 28)

XXX

Perdona chi gli procura un’ingiustizia e cerca di mettere pace tra sé e chi è ingiusto con lui, con pazienza. (Corano: Sura 42 – 40, 43)

XXXI

Verifica sempre le notizie e i pettegolezzi che gli vengono riportati affinché, per ignoranza dei fatti veri non porti offesa ad alcuno, dovendosene poi pentire. (Corano: Sura 49 – 6)

XXXII

Non deride mai nessuno, sia esso uomo o donna, non calunnia e non si rivolge a loro con atteggiamento o parole ingiuriose. Non fa troppe congetture sugli altri, né spia o mormora contro di loro in loro assenza. (Corano: Sura 49 – 11, 12)

XXXIII

E’ colui che dice solo ciò che fa, e che è sincero nelle parole e nelle intenzioni. (Corano: Sura 61 – 2, 3)

XXXIV

Nel giorno dell’adunanza del venerdì, quando ode l’appello alla preghiera, accorre al ricordo del nome di Allah, lasciando ogni altra occupazione e dopo la preghiera non lo distrae dal ricordo del nome di Dio nessun commercio, nessun divertimento, né le ricchezze né figli. (Corano: Sura 62 – 9/Sura 63 -9)

XXXV

Rifugge i rapporti carnali tranne che con il proprio coniuge al quale offre amore e fedeltà (Corano: Sura 70 – 29, 30)

XXXVI

Non si infastidisce se un uomo umile lo cerca, né gli volta le spalle se volesse ascoltare e chiedere, con zelo e timore. Né dà credito, premura e preferenza al ricco e potente sapendo in partenza che non avrà timore di Allah. (Corano: Sura 80 – 1/10)

XXXVII

E’ contro chi froda, esigendo dagli altri il giusto ma non corrispondendo altrettanto quando ad esigere sono gli altri. (Corano: Sura 83 – 1, 2, 3)

XXXVIII

Non ha paura di avventurarsi nel bene anche se è faticoso, affrancare un debitore in difficoltà, nutrire orfani e parenti estenuati dalla fame, sostenere poveri. Egli è un eletto che sta tra i credenti in forza di una nuova solidarietà basata sull’eguaglianza di tutti gli uomini di fronte ad Allah, al di là dei legami di sangue o di casta, raccomandandosi a vicenda pazienza e compassione. (Corano: Sura 90 – 11/18)

XXXIX

E’ stato destinatario di doni da Allah: era orfano ed è stato accolto, era perduto ed è stato guidato, era povero ed è stato arricchito. Perciò non opprime l’orfano, e non allontana il disperso. (Corano: Sura 93 – 5/10)

XL

Il Generoso gli ha dato la scienza segreta, insegnandogli quello che non sapeva e regalandogli l’intelligenza per continuare a comprendere. Non è presuntuoso pensando di bastare a se stesso grazie alla scienza e all’intelligenza che gli è stata donata e che a Lui ritornerà. Egli è stato creato per conoscere e adorare il Creatore (Sura 18 – 65 / Sura 96 – 3/8 / Sura 51 – 56)

XLI

Si rifugia nel Signore degli uomini, il Re degli uomini, il Dio degli uomini, dal male e in Lui confida. (Corano: Sura 114). Egli, Allah, è uno, Dio l’eterno, che non ha generato, non è generato, non c’è nessuno pari suo. (Corano: Sura 112)