MAWLANA RUMI – VI parte -VERDI SPIGHE - jayyd news

MAWLANA RUMI – VI parte -VERDI SPIGHE

Marta Irene Franceschini

Ci fu una lunga siccità. I campi seccavano.
Le foglie delle vigne diventavano nere.

La gente boccheggiava e moriva, come pesci
gettati sulla riva e abbandonati.
Ma c’era un uomo che continuava a ridere e sorridere.

Vennero alcuni e gli chiesero:
“Non hai nessuna compassione per tanta sofferenza?”

Lui rispose: “Ai vostri occhi questa è siccità.
Per me, è una forma della gioia di Dio.

Ovunque in questo deserto io vedo verde granturco
che cresce fino alla cintura, un mare selvaggio
di giovani spighe, più verdi dei porri.

Mi allungo per toccarle.
Come potrei non farlo?”

Quando pensi che tuo padre sia colpevole di un’ingiustizia,
la sua faccia è crudele. Giuseppe, per i suoi fratelli invidiosi,
sembrava pericoloso. Quando fai la pace con tuo padre,
ti sembrerà buono e gentile. Il mondo intero
è una forma di verità.

Quando qualcuno non si sente grato
per ogni cosa, le forme appaiono come lui si sente.
Rispecchiano la sua rabbia, la sua avidità, e la sua paura.
Fai pace con l’universo. Goditelo.

Si trasformerà in oro. La resurrezione
avverà ora. Ogni momento,
una bellezza nuova.

Niente più noia!
Al contrario questo abbondante, straripante
rumore di tante primavere nelle tue orecchie.

I rami degli alberi si muoveranno come gente che balla,
perché improvvisamente capisce che cos’è la vita mistica.

Le foglie schiocchieranno le dita come se sentissero musica.
La sentono davvero! L’argento di uno specchio che brilla
dietro al feltro che lo ricopre. Immagina come sarà
quando viene esposto all’aria e alla luce del sole!

Ci sono misteri che ora non ti posso svelare.
Ci sono così tanti dubbi ovunque, così tante opinioni.
Dicono: “Quello che tu sostieni forse sarà vero
in futuro, ma non adesso”.
Ma la forma di verità universale che io vedo
dice:
“Questa non è una profezia. E’ qui
in questo preciso istante, contanti alla mano!”

Come i figli di Uzayr,
che andarono a cercare il loro padre per strada.
Erano diventati vecchi, mentre il padre era miracolosamente
ringiovanito. Lo incontrarono e gli chiesero: “Mi scusi, signore,
ha per caso visto Uzayr? Ci hanno detto che doveva
passare di qui, oggi”.

“Sì,” disse Uzayr, “è proprio qui, dietro di me.”
Uno dei figli rispose: “Ecco una bella novità!”

L’altro cadde a terra.
Aveva riconosciuto suo padre.

“Di quale novità vai parlando? Noi siamo già dentro
la dolcezza della sua presenza.”

La tua mente è piena di questo genere di cose che chiami “novità”,
mentre per la conoscenza interiore, è tutto
nel mezzo del suo accadere.

Per chi dubita, questo è dolore.
Per chi crede, è dottrina.
Per gli amanti e per i visionari
è vita vissuta!

Le regole della fede
servono solo a impedire che la presenza sia interrotta.

L’essere infedele è come l’esterno della buccia di un frutto.
E’ secco e amaro perché dà le spalle al centro.
L’essere fedele è come l’interno della buccia,
dolce e succoso. Ma il posto per la buccia
è il fuoco. Il vero interno è al di là del dolce
e l’amaro. E’ la fonte della squisitezza.

Tutto questo non può essere detto. Io ci sprofondo dentro!

Il tuo intelletto è fatto di frammenti, come scaglie d’oro
sparpagliate su tante cose. Devi metterle insieme
per ricevere il timbro reale su di te.

Aderisci, e sarai incantevole come Samarcanda,
col suo mercato centrale, o come Damasco. Un granello dopo l’altro,
riunisci le tue parti. Diventerai più splendente
di una moneta preziosa. Sarai una tazza,
scolpita dal re,
sull’esterno rotondo.

L’Amico diventerà pane e acqua di sorgente per te,
una lampada e un alleato, il tuo dolce preferito,
un bicchiere di vino.

L’unione con quel Tale
è la Grazia. Raccogli i pezzi
così che ti possa mostrare di cosa si tratta.

A questo serve parlare,
per aiutarci a essere Uno. La moltitudine
provoca sessanta emozioni diverse.
L’Unità è pace, e silenzio.

So che anch’io dovrei restare zitto,
ma questa eccitazione continua ad aprire
la mia bocca come fanno gli starnuti e gli sbadigli.

Muhammed dice: “Chiedo perdono settanta volte al giorno”
e io faccio uguale. Perdonami. Perdona il mio parlare
tanto. Ma il modo in cui Dio rende i misteri manifesti
accelera il flusso delle mie parole, e lo fa continuo.

Gusta il qui ed ora di Dio.
Questa sete attuale è la tua reale intelligenza,
non l’avanti e indietro della sagacia mercuriale.
I discorsi muoiono e finiscono nella tomba.

Questa gioia contemplativa no.
Il sapere scolastico è una vertigine,
una fama sfinente.
Ascoltare è meglio.

Il lampo non è una guida.
Il lampo dice solamente alle nuvole di piangere.
Piangi un po’ anche tu. La scia luminosa della nostra mente
serve a farci piangere in cerca della nostra vita reale.

Allenati così. Non dire mai, nè pensare:
“Io sono migliore di…chiunque.”

La via dell’amore non è
un soggetto delicato.

La sua porta
si chiama devastazione.

Gli uccelli disegnano grandi cerchi nel cielo
della loro libertà.
Come fanno a imparare?

Cadono, e cadendo,
le ali vengono date loro.

Ho memorizzato frasi e intere pagine,
ma dell’amore niente può essere detto.

Bisogna aspettare finché tu ed io
non vivremo insieme.

Quando tu vieni vicino.
“Non…,” dico io, e
“Non…,” tu rispondi.

Non chiedermi perché
questo mi appaga.

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