Conflitto Armenia - Azerbaijan - jayyd news

Conflitto Armenia – Azerbaijan

Arben Dybeli

Il governo Armeno dopo aver annunciato pubblicamente in parlamento l’inizio di un nuovo attacco , nelle ultime ore hanno bombardato e ucciso oltre 50 civili tra la popolazione nella zona di NAGORNO-KARABAKH.

L’occupazione separatista Armena nel territorio dell’ Azerbaijan nell’ultima ora si allarga sempre di più facendo numerose vittime indifese ed innocenti, e minacciando una nuova offensiva nel territorio azero .

Conflitto iniziato nel secolo scorso quando Stalin, alla guida dell’Unione Sovietica comunista, decise di trasferire nella regione autonoma Nagorno-Karabakh, dentro i confini dell’ Azerbaijan, gli armeni sparsi nella Caucaso.

Questo poi ha avuto come risultato l’insediamento e i conflitti sanguinari che hanno inizio alla fine degli anni 90’.

Dopo la fine del comunismo e lo scioglimento dell’Unione Sovietica, l’Armenia con appoggio della Russia, si impadronì principalmente dei  territori di Khankendin, Shushan, Khojaly, Lachi, Khoja Ven, Kalbajar, Gadara, Agdam, Jabra Yil, Fuzuli, Qubadli e Zoncola , compiendo massacri e uccidendo la popolazione turco-azera, occupando circa 20% del territorio ed evacuando la popolazione per oltre 1 milione di abitanti .

Con l’aumento delle vittime e del conflitto entrambe le parti con la pressione delle forze internazionali decisero di dare inizio alle trattative il 4 maggio 1994 per porre fine al conflitto.

Per incoraggiare e fornire una soluzione la (OSCE), organizzazione per la sicurezza della comunità europea, costituì un gruppo chiamato “MINSK” guidato da Russia, Francia  e USA per “garantire la pace”  nella regione caucasica che si rivelò non produttiva .

Dall’altro lato la Russia continuò a innescare il conflitto fornendo armi all’Armenia per un valore di 1 miliardo di dollari nel 1997, e successivamente nel 2008 ha donato 800 milioni di dollari in armamenti.

Lo stesso Presidente armeno ha dichiarato che dal 2008-2018 la Russia ha inviato 50.000 tonnellate di armamenti in Armenia, aggiungendo in seguito armamenti per un valore in prestito di 200 milioni di dollari.

Anche se il conflitto ha continuato ad aumentare le vittime, sia Europa che ONU, i quali hanno approvato la risoluzione sul recesso degli separatisti Armeni dai territori Azeri, non fanno assolutamente nulla di concreto per intervenire a dare fine al conflitto in corso. La Turchia, unico stato conformatosi alla risoluzione internazionale dell’ONU, e in particolare il presidente  Recep Tayyip Erdogan, ha sollecitato la richiesta di cessare il conflitto e continua a ribadire che non sarà ripristinato nessun rapporto diplomatico con Armenia se non termina l’occupazione fino al ritiro dall’Azerbaijan 

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