Gibilterra - jayyd news

Gibilterra

Cristina Amira Guerrieri

Il nome Gibilterra ha una storia antica. Prima dell’arrivo dei musulmani questa zona si chiamava Mons Calpe. A seguito dello sbarco del 711 di un esercito prevalentemente berbero, sotto il comando di Ṭāriq ibn Ziyad, fu conquistata gran parte della penisola iberica e questa zona fu ribattezzata Jabal Ṭāriq ( جبل طارق ), “il Monte di Tariq”,  da cui deriva Gibilterra .

Il punto più meridionale di Gibilterra è l’Europa Point, dove il faro, costruito nel XIX secolo, indica l’entrata nella Baia di Gibilterra (oltre che di Algeciras). Da questo punto, nelle giornate limpide, si può vedere l’Africa oltre lo Stretto di Gibilterra incluso il Rif marocchino e la città spagnola di Ceuta.

Anche se ha le caratteristiche di un promontorio, alcune piccole zone pianeggianti hanno permesso la costruzione di importanti edifici sacri: oggi troviamo a poche centinaia di metri l’uno dall’altro un antico santuario cattolico dedicato a Nostra Signora dell’Europa e una moderna moschea, la Moschea Ibrahim-al-Ibrahim.

Il Santuario di Nostra Signora d’Europa nasce nel XIV secolo come piccola moschea dei Mori. Subì varie conversioni di culto, la prima in cattolica durante una riconquista spagnola dal 1309 al 1333, poi di nuovo moschea e infine, dopo la conquista definitiva cristiana del 1462, diventò di nuovo cattolica: un luogo di culto in onore di Nostra Signora d’Europa, a protezione dell’intero continente europeo, dove la devozione continua da più di 700 anni.  

L’Europa Point, essendo un punto strategico e di passaggio delle navi, fu spesso luogo di pellegrinaggio dei marinai ma anche luogo di battaglie e saccheggi di pirati ed eserciti. Nel XVI secolo fu bersaglio dei pirati barbareschi (ottomani e berberi) sotto il comando del luogotenente di Barbarossa, Hali Hamat, che attaccarono e saccheggiarono il santuario ma rispettarono la statua della Vergine e del Bambino.

La statua non ebbe però fortuna nell’agosto del 1704 con l’arrivo di una flotta, principalmente anglo-olandese, che fece a pezzi la statua e ne buttò i resti in mare, dove saranno ritrovati da un pescatore e restituiti alla chiesa di Gibilterra.  

La vicina moschea di Ibrahim-al-Ibrahim, chiamata anche moschea di Fahd bin Abdulaziz al-Saud o moschea dei Custodi delle Sante Moschee è stata costruita grazie ai finanziamenti di re Fahd dell’Arabia Saudita. È stata inaugurata ufficialmente l’8 agosto 1997. La moschea serve per il 7% dei gibilterrini di religione musulmana che sono circa 2.000 provenienti soprattutto dal vicino Marocco. La moschea è costituita da un complesso che ha una scuola bilingue inglese-arabo, libreria e sala di lettura.  

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *