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Il Tāj Maḥal – Agra/India settentrionale

Cristina Amira Guerrieri

Il Tāj Maḥal è un mausoleo situato ad Agra, nell’India settentrionale, nella regione di Uttar Pradesh dove oggi un quinto della popolazione totale è di religione musulmana. Considerata una delle sette meraviglie del mondo, deve la sua realizzazione a una grande storia d’amore. In stile Moghul, fu costruito nel 1632 dall’imperatore Shāh Jahān in memoria dell’amatissima e preferita moglie Arjumand Banu Begum, conosciuta anche con il nome di Mumtāz Maḥal (la luce del palazzo), che morì nel 1631 dando alla luce il quattordicesimo figlio dell’imperatore.

I lavori per la sua costruzione richiesero 22 anni e l’impiego di 20.000 persone e alcune delle tecniche utilizzate nella sua realizzazione sono senza dubbio opera di maestri italiani. Le cronache dell’epoca citano in particolare l’artista Geronimo Veroneo.  Il Taj Mahal venne costruito utilizzando materiali provenienti da ogni parte dell’India e dell’Asia. Oltre 1.000 elefanti e bufali vennero impiegati durante le costruzioni per il trasporto delle materie prime. Il marmo bianco venne portato da Makrana, il diaspro dal Punjab e la giada e il cristallo dalla Cina. I turchesi erano originari del Tibet e i lapislazzuli dell’Afghanistan, gli zaffiri venivano da Sri Lanka e la corniola dall’Arabia.

Ai due lati del mausoleo sono presenti due edifici di arenaria rossa molto simili (differiscono per pochi particolari): la moschea Kau Ban e il Mihman Khana, noto anche come Naggar Khana o Jawāb, che significa letteralmente ‘risposta’. 

La Moschea Kau Ban ha tre ingressi. Al principale, al centro, si accede attraverso un ampio iwan (ampio portico, alto e poco profondo tipico dell’architettura persiana), decorato con iscrizioni in marmo nero su una fascia di marmo bianco. Queste sono iscrizioni coraniche come sul mausoleo. Ci sono anche fiori stilizzati, come sul mausoleo, in pietra dura. Questa tecnica è stata sviluppata dai fiorentini durante il XV secolo, venuti qui ad Agra per realizzare questi ornamenti.  Il resto delle pareti della moschea è riccamente decorato con intarsi di marmo. I motivi sono principalmente floreali e vegetali, a volte sono semplici motivi geometrici. Internamente, essendo una moschea in uso, è dotata del necessario per la pratica dell’Islam: il muro del fondo è dotato di un Mihrab, che è una specie di nicchia a misura d’uomo sormontata da una volta a semicerchio. L’Imam si pone in questo luogo che simboleggia il punto più sacro della moschea.

Il Mihman Khana era originariamente utilizzato come casa di riposo per gli ospiti negli anniversari della morte di Mumtaz Mahal. Serviva anche come luogo di ritrovo per coloro che venivano a pregare nella moschea o direttamente sulla tomba della defunta. Non poteva essere usato come moschea perché non è orientato verso Mecca, ma poiché i costruttori volevano una perfetta simmetria, dedicarono l’edificio ad un’altra funzione.

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