Nell'Islam iranico - 4. La scuola di Isfahan, la scuola shaykita, il dodicesimo Imam e la Cavalleria spirituale - jayyd news

Nell’Islam iranico – 4. La scuola di Isfahan, la scuola shaykita, il dodicesimo Imam e la Cavalleria spirituale

Redazione

Nel quarto e ultimo volume di “Nell’Islam iranico”, uscito da poco, curatore Roberto Revello – la summa del suo pensiero filosofico, della sua ricerca e del suo lavoro di ermeneutica – Corbin ha finalmente modo di mostrare come in Iran si siano mantenute vive le più importanti correnti spirituali e filosofiche della tradizione esoterica shi’ita, anche nei secoli che, in Occidente, corrispondono all’età moderna e contemporanea. Nella Isfahan capitale del nuovo impero safavide, a partire dal XVI secolo, lo shi’ismo ha corso il rischio di divenire una religione addomesticata priva di originalità nelle sue scuole di pensiero. Personaggi come Qazi Sa’id Qumi e Mulla Sadra Shirazi – , tuttavia, non solo ne hanno mantenuto viva la forza spirituale, ma l’hanno rinnovata con opere e sistemi filosofici profondamente originali. Ancora più sentita ed empatica è la ricostruzione corbiniana della scuola Shaykhi – , che dal Settecento fino ad anni non troppo distanti dai nostri ha presentato grandi personaggi spirituali e rimesso al centro gli insegnamenti degli Imam duodecimani. Non a caso, il grande affresco dell’Iran shi’ita viene fatto terminare da Corbin con un capitolo dedicato al grande mistero, e principio di speranza, che nutre la coscienza religiosa shi’ita: l’attesa del Dodicesimo Imam, l’Imam che da secoli si è occultato per tornare nel tempo della resurrezione, ma che non ha mai cessato di apparire agli occhi e nel cuore di chi è in grado di vederlo, ancora. Il volume contiene l’indice analitico di tutti i quattro tomi.

Gli altri precedenti 3 volumi a sé stanti e dedicati a precisi aspetti spirituali e filosofici sono; 1. Lo shī’ismo duodecimano, 2. Sohrawārdi, 3. i Platonici persiani, I fedeli d’amore. Shī’ismo e sufismo.

Henry Corbin (1903-1978) è stato un filosofo orientalista di enorme influenza nel pensiero contemporaneo. Con la sua opera monumentale di saggi e di edizioni critiche, ha rivoluzionato la nostra conoscenza del mondo islamico, facendoci riscoprire l’immenso tesoro spirituale e filosofico dell’Iran shī ’ita. I suoi studi sono diventati punto di riferimento imprescindibile non solo per gli storici e i filosofi delle religioni, e per chi si occupa del dialogo interculturale tra Oriente e Occidente, ma per tutti tutti coloro che sono interessati a esplorare le ricche potenzialità della dimensione immaginale, di ciò che Corbin chiamava “mundus imaginalis”, chiave per comprendere ogni fenomeno religioso e ogni atto creativo. Tra le opere più famose, tradotte in Italia: Storia della filosofia islamica (Milano 1991), Corpo spirituale e Terra celeste (Milano 2002), L’immaginazione creatrice (Roma-Bari 2005) e L’immagine del Tempio (Milano 2010). Mimesis ha recentemente riproposto Il paradosso del monoteismo (Milano 2011) ed è in programmazione la pubblicazione di Tempo ciclico e Gnosi ismailita.

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