Il monte sacro di Albania - jayyd news

Il monte sacro di Albania

Cristina Amira Guerrieri

L’Albania è uno stato europeo dove oggi l’Islam, sunnita e in piccola parte sufi, rappresenta il culto maggioritario. Tra gli ordini sufi, i Bektashi trovarono in Albania, nel 1826, un rifugio quando vennero banditi dall’Impero Ottomano, spostandosi in buona parte a Tirana. Qui dichiararono la propria non appartenenza alla corrente sunnita, avvicinandosi alla componente sufi sciita.

Uno dei luoghi considerato santo dai sufi bektashi è il monte Tomor, una montagna particolarmente sacra che si trova a Skrapar nel sud dell’Albania. Durante il periodo classico il monte era conosciuto con il nome di Tomaros che significa ‘oscuro’.  Nel folklore albanese è considerato la dimora delle divinità, immaginato nella figura leggendaria di Baba Tomor, un vecchio gigante con una lunga barba bianca, residuo di una divinità illirica.

I cristiani scalano la montagna in occasione del giorno dell’Assunzione, mentre i sufi Bektashi onorano Abaz Aliu (in arabo Abbas Ibn Ali, fratellastro di Hussein), con un pellegrinaggio annuale dal 20 al 25 agosto.  La leggenda racconta che Abaz Aliu lo scelse come ultimo luogo di riposo.   

Ogni anno la ‘Tekke di Kulmak’, che custodisce la tomba del santo viene visitata da circa 300-400.000 pellegrini proveniente da tutta l’Albania.

Durante l’epoca del regime di Enver Hoxha, con l’introduzione della legge a favore dell’ateismo,  questo pellegrinaggio fu proibito. La comunità Bektashi si dissolse nel 1967, quando l’Albania divenne il primo paese ufficialmente ateo al mondo. Durante questo periodo la tradizione albanese dei Bektashi è rimasta viva grazie a due Khanqa, una a Gjakova nel Kosovo, e l’altra a Detroit, negli Usa. Tornerà a Tirana solo con il crollo comunista dopo 1991.

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