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Il mondo alla fine del mondo

Cristina Amira Guerrieri

Non c’è angolo della terra che non abbia un suo edificio religioso, da nord al sud del mondo la spiritualità è stata cercata e ha trovato sede nei posti più impensati. Forse non tutti sanno che proprio alla fine del mondo, nella Patagonia Argentina, gli sforzi di Shaykh Abdul Rauf hanno dato vita a una derga Naqshbandi.

La sua storia sembra uscita da un libro di leggende. In occasione del primo Incontro Internazionale Islamico di Los Angeles, nell’anno 1996, Shaykh Abdul Rauf regalò a Mawlana Shaykh Nazin un bastoncino di chacay. Il chacay è un albero nativo della Patagonia, il cui legno è molto leggero e resistente. Mawlana lo guardò, lo toccò, ci giocò e chiese dove era nato quell’albero, perché la terra dove era nato era benedetta.

Fu in quel momento che Shaykh Adbul Rauf chiese il permesso di costruire la Derga, un luogo di preghiera e ritiro sufi, il più meridionale del mondo, con l’approvazione di Mawlana Shaykh Nazin, in un sito non troppo vicino ma nemmeno troppo lontano dalla sua casa. Fu scelto nel mezzo di una foresta un semicerchio che in primavera si riempiva di alcuni bellissimi fiori gialli. Mawlana disse che doveva essere 7mt x 7mt, costruita con materiali della zona, a pianterreno la stanza della preghiera, sopra la stanza per dormire, e accanto il bagno e la cucina.  

I lavori per la costruzione della Derga iniziarono nel novembre del 1996 e si lavorò esclusivamente nei giorni di digiuno per circa 120 giorni fino al suo completamente nel 1999. Fu costruito il Maqam del Grandsheikh Addullah nel 2003, nel 2006 il cimitero grazie all’autorizzazione per la sepoltura in base alle norme islamiche. Alla famiglia di Shaykh Rauf si unirono nel corso degli anni altre famiglie che arrivavano da ogni parte dell’Argentina. Nel 2018, per la prima volta, questa piccola comunità fu riconosciuta dalle autorità saudite, e furono autorizzate 40 persone ad effettuare il pellegrinaggio a Mecca.

Non rimane che fare il biglietto e partire per scoprire questa confraternita sufi, che vive con lo stile di vita diffuso da Mawlana Nazin in occidente negli anni ‘70, una stile di vita semplice, a contatto con la natura, lontano dalle città.   

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