Fine Ramadan si celebra l’Eid al Fitr...riflessione postuma - jayyd news

Fine Ramadan si celebra l’Eid al Fitr…riflessione postuma

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Giampiero Khaled Paladini

Al tramonto di sabato 23 maggio ha avuto inizio, per il musulmani d’Italia l’Eid al Fitr, che ha avuto continuazione nella giornata successiva di domenica 24.

Eid al Fitr è la festa con cui si celebra la fine del mese di Ramadan, un mese di digiuno ed espiazione per tutti i musulmani del mondo.  

Ramadan è un mese lunare, pertanto non cade sempre nella stessa data del calendario solare bensì ogni anno le date vengono anticipate di alcuni giorni.

Quest’anno il Ramadan, a causa della terribile emergenza causata dal Covid19, è stato celebrato, nel pieno rispetto delle disposizioni di legge che hanno disposto la chiusura dei luoghi di culto e il divieto di assembramenti e circolazione senza giustificato motivo, nel più assoluto riserbo delle case e delle famiglie. Va sottolineata la diligenza con la quale la comunità musulmana, sostenuta e informata dalle varie associazioni nazionali,  ha tenuto fede alle ricorrenti disposizioni del Presidente del Consiglio Conte. L’ adesione senza esitazioni e con convinzione al cosiddetto “lockdown”, ha evidenziato, se mai ve ne fosse stata la ulteriore necessità, la maturità civica di tutta la comunità, ivi compresa quella parte di provenienza straniera che, proprio in questa circostanza ha dato prova del suo senso di appartenenza alla comunità nazionale italiana. E lo ha fatto anche partecipando attivamente, sempre coordinata dalle associazioni nazionali che mai come in questa circostanza hanno dimostrato l’utilità della loro funzione di rappresentanza, alle tante iniziative di solidarietà messe in campo dagli italiani con generosità, dalla raccolta fondi alla distribuzione di beni primari di consumo fino all’assistenza giornaliera dei cittadini più bisognosi, senza distinzione di culto.

L’ansia nella comunità musulmana cresceva giorno per giorno in attesa dell’Eid al Fitr, nella incertezza di poterla celebrare o meno. Il 7 maggio il Governo firmava l’intesa con la CEI per la riapertura delle chiese e la celebrazione dei riti a partire dal 18 maggio. La stessa intesa vedeva firmatari il Governo e le associazioni musulmane il 15 maggio: il giusto riconoscimento giuridico all’Islam italiano, fatto senza precedenti, che fa ben sperare per successivi accordi istituzionali attesi da anni. Ma la comunità musulmana, nella quasi sua totalità, consapevole dei rischi che un’apertura repentina dei luoghi di culto poteva significare, decideva di procrastinare volontariamente l’apertura proprio nel giorno dell’Eid al Fitr, utilizzando solo però spazi aperti e praticando il distanziamento tra persone previsto dal protocollo sottoscritto. Finalmente la festa può essere celebrata.

Lo stesso giorno apparivano foto/video sui social (https://www.facebook.com/Susannaceccardi87/videos/2678322535718913/) che accusavano la comunità musulmana di assembramenti non consentiti, naturalmente accompagnate da frasi e commenti islamofobi a dimostrazione “che i musulmani se ne fregano delle leggi italiane e fanno a casa nostra come vogliono loro” senza che le forze dell’ordine potessero intervenire. Nello stesso giorno però, altre foto (http://pigneto.romatoday.it/prenestino/preghiera-islam-largo-preneste-18-maggio-2020.html) dimostravano che quelle pubblicate erano scattate con una prospettiva tale da far risultare assembramenti, normali incontri di preghiera all’aperto, nel rispetto dei protocolli sottoscritti col Governo.

Gli islamofobi, come la eurodeputata leghista Susanna Ceccardi, se ne devono fare una ragione, i musulmani in Italia sono una realtà importante, una realtà ligia al dovere civico e rispettosa della cultura e della storia del Paese che li ospita, una realtà che comprende ormai un numero sempre in crescita di donne e uomini, come chi scrive, italiani di origine e ritornati all’Islam (convertiti), con i quali la comunità nazionale deve cominciare a fare i conti e lo Stato Italiano imparare a tenere in considerazione, nel rispetto della Costituzione e per costruire orizzonti di pace e di progresso socio-economico della Nazione Italia.

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