Finanza Islamica in Europa…CORANO COMPLIANT! - jayyd news

Finanza Islamica in Europa…CORANO COMPLIANT!

Giampiero Khaled Paladini

Ormai la Finanza Islamica è una realtà anche in Europa. Alcune banche già sono operative ed altre si apprestano ad esserlo. L’Italia però ancora non è pronta per approfittare di questa nuova e intrigante opportunità.

Abbiamo rivolto alcune domande al Prof. Paolo Biancone, docente di Finanza Islamica presso l’ Università degli Studi di Torino, direttore del Centro di Ricerca Europeo per la Finanza Islamica e autore per lo European Journal of Islamic Finance, nonché una delle anime del TIEF di Torino, per cercare di capire se le banche islamiche cambiano pelle per adeguarsi al mercato occidentale.

  • E’ notorio che Il Corano vieta espressamente l’usura, i prestiti a interesse e in generale le speculazioni finanziarie. Può dirci allora con quali strumenti opera nei Paesi islamici una banca islamica?

La finanza islamica si basa, inevitabilmente, sui principi e sulla giurisprudenza islamica (Sharia). In particolare, tra questi, emerge che il pagamento e il ricevimento di interessi (riba) è proibito dai principi islamici. Pertanto, i contratti che implicano speculazione (maysir) e incertezza (ghararar) sono proibiti.

Gli strumenti di finanziamento consistono in strumenti di tipo azionario, ossia basati sulla condivisione dei profitti e delle perdite, e di debito; tuttavia questi contratti non possono corrispondere alcun interesse.

  • Ritiene compatibili tali strumenti con il sistema bancario internazionale? Per quali ragioni?

L’Islamic banking si sta costantemente direzionando verso un numero crescente di sistemi finanziari convenzionali. Le banche islamiche, infatti, grazie alle loro caratteristiche dinamiche, catturano i progressi dell’industria bancaria e finanziaria islamica, attraverso i mercati, i settori, i sistemi, gli strumenti di oltre75 paesi dell’Asia, Africa, Europa e Nord America.

  • In Italia e in Europa sono presenti banche islamiche? In che misura e da dove provengono prevalentemente?

In Italia, le banche islamiche non sono ancora presenti,mentre nel resto dell’Europa sono presenti in Regno Unito, Germania e Francia.

  • Quali sono i loro obiettivi di business e a che target di clientela si rivolgono e, soprattutto, con quali strumenti finanziari?

Le banche islamiche hanno l’obiettivo di sostenere il sistema finanziario etico al fine di promuovere il benessere economico e sociale, individuabile, ad esempio, nell’obbligo di Zakat (carità). Ciò avviene utilizzando strumenti che siano conformi agli strumenti azionari compatibili con la Sharia, quali Musharaka e Mudaraba e contratti di vendita come Murabaha.

  • Rispetto alle tante operazioni finanziarie oggi possibili nel mondo occidentale che hanno nelle Borse il principale luogo deputato per le relative transazioni, come si pone a finanza islamica?

Esistono molti indici islamici in Borsa come FTSE, Dow Jones…ecc. e considerano aziende che sono state sottoposte a verifica di computabilità con i principi islamici. Esistono, inoltre, iSukuk, ossia obbligazioni islamiche. Il mercato ṣukuk è in rapida crescita sia nel mondo finanziario musulmano sia in quello non musulmano. I sukuk possono essere emessi da enti privati o sovrani. 

  • A suo parere la finanza islamica ha concrete possibilità di essere praticata in occidente e, in particolare, le banche islamiche hanno concrete possibilità di ottenere le relative autorizzazioni all’esercizio dell’attività bancarie senza venir meno ai principi coranici in materia?

Le banche islamiche sono già attive in paesi occidentali come Regno Unito, Germania e molti altri. Stanno operando in tutte le forme, sia che si tratti di banche islamiche completamente finanziate o di una filiale di una banca o anche di una “finestra islamica” in una banca convenzionale. E’ possibile ottenere le relative autorizzazioni all’esercizio dell’attività bancarie, solo dopo aver preso in considerazione elementi quali: evitare la doppia tassazione per non punire i clienti e il riferimento costante al consiglio di vigilanza della Sharia, che assicura che le trascrizioni e le operazioni della banca siano conformi alla Sharia.

  • A suo parere tali obiettivi e strumenti sono rispettosi dei divieti coranici indicati nella prima domanda?

La finanza islamica, Intesa quale esempio di finanza etica, richiede il rispetto di principi religiosi, che non sono ostativi, ma piuttosto direzionali. In un recente articolo scientifico, pubblicato su Stato, Chiese e pluralismo confessionale,  https://www.statoechiese.it/#, abbiamo dimostrato come la finanza islamica è assai compatibile con la normativa italiana, senza alcuna necessità di stravolgimento della stessa. Occorrono alcune attenzioni, che non mutano la sostanza, anzi offrono nuove opportunità.

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